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L’Aquila si apre allo street boulder

Il 24 settembre scorso, si è tenuta la prima edizione dello street boulder organizzata da CSAIn Abruzzo, dalla ASD MONKEY’S GARAGE con il patrocinio del Comune di L’Aquila. Uniti dalla passione e dal divertimento, più di 300 climbers di ogni età, provenienti da tutta Italia, hanno invaso il centro storico della città per scalare le pareti delle antiche bellezze architettoniche di L’Aquila punteggiandole di vivaci colori.

Quella dello street boulder è una attività matura e fortemente praticata che consiste nell’arrampicarsi su strutture artificiali costruite dall’uomo che in gergo vengono chiamatev “blocchi o boulder” , dove le prese e gli appoggi sono, pressoché, inesistenti.

La tecnica utilizzata è, sostanzialmente, la stessa dell’arrampicata sportiva tradizionale; la differenza sta nello stile di arrampicata e nell’equipaggiamento. Nello bouldering ci si arrampica a pochissimi metri da terra in piccole sequenze con movimenti dinamici e con lo scopo di aumentare l’agilità e la forza fisica.

Nell’arrampicata tradizionale l’ascesa, invece, è basata su lunghezze maggiori e, dunque, si punta sulla resistenza. Nello bouldering non è richiesto alcun tipo di imbracatura e cordame di sicurezza. Gli scalatori sono muniti solo di scarpette da arrampicata, che devono essere necessariamente morbide al fine di aumentare la percezione del piede sull’appoggio, e dei “crash-pad”, materassini di diverse dimensioni che vengono posizionati alla base della parete con lo scopo di attutire eventuali cadute. Fondamentale, inoltre, è il ruolo degli “spotter” o paratori, ossia, coloro che si posizionano, appositamente, sotto i blocchi pronti a parare la caduta degli arrampicatori e a deviarla per evitare che i climbers finiscano fuori dai crash-pad.

La manifestazione si è svolta lungo un circuito formato da 50 percorsi contraddistinti da colori diversi per indicare difficoltà differenti. Questi percorsi sono stati inseriti in una mappa, in formato sia cartaceo sia digitale, fornita ad ogni concorrente all’atto dell’iscrizione al contest.

Alla base di ogni blocco è stata indicata una serie di informazioni come il nome del percorso con il relativo grado di difficoltà, le prese obbligate come la presa di partenza chiamata start, la presa di arrivo denominata top, le prese intermedie conosciute come zone, infine le zone vietate.

Contestualmente sono state organizzate molteplici attività collaterali per intrattenere le famiglie dei concorrenti e gli altri avventori. Lungo il fossato del Forte spagnolo si è potuta ammirare l’esibizione degli atleti di slackline provenienti dalla regione Abruzzo e dalla regione Lazio. Alcune linee sono state posizionate su un prato vicino per dare modo a grandi e piccini di cimentarsi in questo sport di equilibrio e concentrazione. Di fronte l’auditorium del parco Renzo Piano, è stata, inoltre, innalzata una torre con doppia parete alta 7 metri per invogliare alla scalata adulti, ragazzi e bambini.

È stato allestito un percorso bike e un angolo per la ginnastica ritmica proprio vicino alla struttura artificiale sulla quale si sono svolte le finali del contest per il quale è stato previsto unmontepremi in denaro.

Una giornata, dunque, ricca di emozioni che ha stimolato la mente e il corpo dei climbers e non  solo.

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